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domenica 21 aprile 2013

HardRockDevastator

Nuova birra in cantiere!

Una birra scura di ispirazione trappista. Diciamo una Quadrupel, di gradazione intorno agli 8,5°

il suo nome sarà:

HardRockDevastator


Una birra che spacca tutto. Cominciate a sciaguattare le teste.

Adesso il bimbo è dentro il fermentatore, e gorgoglia tutto arzillo e felice...

venerdì 29 marzo 2013

Beer Pilgrims - Day 2



Day II - Thursday - to drudge

Eindhoven Breakfast
The day after we have a dutch breakfast based on toasts with ham, cheese and eggs. Early morning hit of calories. Here we go!

We take a train to Maastricht and then cross the dutch border to Liège.

Liège - Guillemins station was designed in 2009 by the famous catalan architect Santiago Calatrava and it's a huge but light structure, simply beautiful. After few minutes and lots of photos to every single station's corner, my mates wake me up from my ecstasy and take me to the city center.

Packed lunch and quick tour of the city center and it's time to leave again.

Intermediate stops: Namur - Libràmont and finally Florenville, the nearest city to the Abbey of Orval.

City...300 inhabitants maybe (Wikipedia says 10.000...).  There is a Carrefour, well supplied of Belgium good beers (everything under € 1.50), that can provide you a cheap meal.
When you are there take a step to  Les Chocolats d'Edouard and have an hot chocolate or cappuccino and a taste of their pralines. Edouard is one of the best chocolate artisan of Belgium, speaks italian very well and is very friendly and kind.

There are two ways to get to Orval: a bus leaving from Florenville at about 12:20 (back from the abbey at 16:54) or to call a taxi.

We choose a third solution. We walk.
Please make sure you know better the way to go before starting to walk.
Our information was "just go straight in the wood, at the river turn left".

After about 2 hours we finally get to the Orval Abbey.

It is possible to visit the ruins of the old abbey and have a tour inside the structure. There is a small Orval beer museum, with some old bottles and old beer machineries. Unluckily you can not visit the brewery nor the cheese factory, but you can take a look over the walls of the right side of the abbey, through the big windows.


Let's get straight to the point. At about 300 m from the abbey you can find A l'Ange Gardien, the place where you can taste abbey's products. They have the classic Orval 33 cl bottle, for those who don't know, it is an intense aromatic beer with a dry character. We tried a lot of Orval bottles and we noticed some difference between one and another, especially on aroma and bitterness.
We can also find a Orval 33 at least one-year-aged and a draft Orval, restaurant exclusive.

While the draft beer mantains her sister's features, the aged Orval enhances those, with a stronger body and way more intense aroma.
Basically it is a normal Orval bottle, kept a year in a fresh cellar.
We decided to take a crate and store it in our basement for 2014.
Recommended. Actually, once you are there, taste the three variations.

Talking about food we suggest you a giant omelette and a sample of abbey's cheese.

More to come...




















Beer Pilgrims - Giorno 2


II giorno - giovedì - La Sfacchinata

Eindhoven Breakfast
La mattina dopo ci aspetta una colazione olandese a base di toast con prosciutto, formaggio e uova. Botta calorica di prima mattina e via.

Dalla stazione prendiamo un treno, varchiamo il confine olandese a Maastricht e ci troviamo a Liegi.

La stazione di Liegi - Guillemins è stata progettata nel 2009 dal famoso architetto catalano Santiago Calatrava e si presenta come una struttura imponente ma leggera, semplicemente bellissima. Dopo qualche minuto che ero lì a fare foto a tutti gli angoli della stazione, i miei compagni d'avventura mi svegliano dalla trance e ci avviamo verso il centro di Liegi.



Pranzo al sacco e giro veloce del centro storico della città ed è già ora di ripartire.

Tappe intermedie Namur - Libràmont e finalmente Florenville, il centro abitato più vicino alla nota abbazia di Orval.

Paesino da 300 anime a dir tanto. C'è un Carrefour molto ben fornito di birre belghe (tutte sotto € 1.50), che può farvi risparmiare su un pasto.
Quando siete lì fate un salto da Les Chocolats d'Edouard e prendete una cioccolata calda o un cappuccino e una degustazione di praline. Edouard è uno dei migliori chef del cioccolato del Belgio, parla molto bene italiano, avendo lavorato per molto tempo a Parma, ed è una persona molto affabile e cordiale.

Per arrivare ad Orval ci sono due modi: un bus che parte da Florenville alle 12:20 circa (ritorno dall'abbazia alle 16:54) o chiamare un taxi.

Noi abbiamo optato per una terza soluzione. Siamo andati a piedi.
Voi magari informatevi meglio sul sentiero da intraprendere, le nostre indicazioni erano tipo: "andate a dritto, poi al fiume girate a sinistra".

Dopo circa 2 ore arriviamo alla seconda abbazia del nostro viaggio:
L' Abbazia di Orval.

E' possibile visitare le rovine della vecchia abbazia e fare un giro all'interno della struttura. C'è un piccolo museo della birra Orval, con qualche bottiglia d'annata e i vecchi impianti brassicoli.
Purtroppo non è possibile visitare nè il birrificio nè il caseificio, ma potete sbirciare da sopra i muretti di cinta sul lato destro dell'abbazia, dalle grandi vetrate.

Veniamo al dunque. A circa 300 m dall'abbazia si trova A l'Ange Gardien, il locale dove è possibile degustare i prodotti dell'abbazia e non solo. Servono la classica Orval da 33 cl in bottiglia, per chi non la conosce, una birra con aromi intensi e un carattere asciutto. Ci è capitato di aprire molte bottiglie di Orval e abbiamo notato alcune differenze tra una e l'altra, specialmente su profumi e amaro.
Nel menù troviamo poi una Orval da 33 invecchiata almeno un anno e una Orval servita alla spina, esclusiva del locale.

Mentre la birra alla spina conserva le caratteristiche della sorella in bottiglia, l'Orval invecchiata un anno le esalta, con un corpo più robusto e aromi decisamente più intensi.
Alla fine si tratta solo di una bottiglia di Orval normale, tenuta al fresco in cantina per un anno. Abbiamo deciso che ne prenderemo una cassa e la stiveremo in cantina per il 2014.
Consigliata. Cioè, visto che siete lì assaggiate tutte e tre le varianti.

Sul cibo vi consigliamo un omelette di dimensioni pantagrueliche e un assaggio di formaggi dell'abbazia.





















martedì 26 marzo 2013

Beer Pilgrims - I Pellegrini della Birra



Per chi crede in qualcosa o Qualcuno, è normale, giunto ad un momento della sua vita, partire alla scoperta dei luoghi dove la presenza di questa cosa o Persona è forte e più sentita.


Un pellegrinaggio.

Noi, tre amici, tre giovani mastri birrai, un giorno abbiamo deciso che il Belgio sarebbe stata la nostra destinazione perfetta. E che avremmo visitato le Sette Abbazie Trappiste.

I giorno - mercoledì - Easy Going


Partenza agile alle 3.30 di notte da Siena, verso Pisa. Aereo alle 6.30 verso Eindhoven.
Atterraggio alle 9.00 ad Eindhoven. Neve a raffica. Freddo incredibile. Si inizia bene.
Ci rechiamo a ritirare l'auto a noleggio, pagata in anticipo, peccato che il gentile commesso, sosia di El-Shaarawy, ci  spiega la differenza tra carta di debito e carta di credito e che in mancanza di quest'ultima non ci può dare la macchina. Si continua peggio.

Tra improperi e parolacce ci avviamo verso il centro di Eindhoven via bus, lasciamo gli zaini in albergo e raggiungiamo la stazione centrale, cercando un mezzo di trasporto per raggiungere la nostra prima meta : L'abbazia di Koningshoeven, dove viene prodotta La Trappe.
Prendiamo il treno fino a Tilburg e poi un bus fino a Berkel-Enschot.

Ce l'abbiamo fatta, dopo più di dodici ore dalla partenza finalmente raggiungiamo la nostra prima meta.

La Trappe Isid'or
Abbiamo provato quasi tutte le birre in produzione e alcuni piatti cucinati con prodotti propri dell'abbazia, a base di pane e formaggio. Il golosone di Fast ha ordinato anche un dessert trappista, guarnito da uno sciroppo di Quadrupel.

Menzione speciale per La Trappe Isid'or, ambrata veramente buona e La Trappe Bockbier, l'unica birra Bock trappista, di colore rosso intenso, nella quale il malto si fa sentire.

La Trappe Bockbier
In realtà non c'è una birra che non ci è piaciuta tra tutte quelle provate, sono birre veramente buone e particolari, unico rimpianto di non aver provato   La Trappe Quadrupel Oak Aged, una versione invecchiata in barriques de La Trappe Quadrupel, per il costo veramente proibitivo.

Ritorno ad Eindhoven  e birra serale a Bierprofessor,
nella desolazione del mercoledì sera della città.

Continua...

La Trappe Quadrupel
Dessert trappista









Beer Pilgrims

For those who believe in something or Someone it is normal, at a moment of their lives, to leave to discover the places where the presence of this thing or Person is strong and clear.

A pilgrimage.

We, as three friends, as three young brewers, decided that Belgium was the perfect place to visit.
And that we were going to see all the Seven Trappist Abbeys.

Day I - Wednesday - Easy Going

Easy departure at 3.30 am from Siena, to Pisa. Plane at 6.30 am to Eindhoven.
Landing at 9.00 am in Eindhoven. Snowdrifts. Good start.
We head to the car-rental to take the car we paid in advance, but the kind clerk shows us the difference between a debt card and a credit card, and without this last one we were not allowed to take the car. Going better and better.

We decide to take a bus to the center of Eindhoven, leave the bags in the hotel and head for the central station, looking for a transportation to our first destination: Koningshoeven Abbey, where La Trappe is made.
Train to Tilburg and a bus to Berkel Enschot.
La Trappe Isid'or


We made it, after more than twelve hours from our departure we finally reach our first goal.

We tried almost every beer they make, together with some cheese and bread they produce in the abbey. Glutton Fast ordered also a trappist dessert, with a Quadrupel dressing.

Honorable mention for La Trappe Isid'or, very good amber and La Trappe Bockbier, the only trappist bock beer, deep red and very malty.

La Trappe Bockbier
To be honest we liked all the beer we tasted, they are very good and unique beers, the only regret is not trying La Trappe Quadrupel Oak Aged, an oak aged version of La Trappe Quadrupel, because it was very expensive.

Back to Eindhoven and evening beer in Bierprofessor, in the desolated Wednesday night of the city.

Continue...
Dessert trappista


La Trappe Quadrupel

sabato 2 marzo 2013

Produzione

La nostra produzione:

Golden S. - una Lager di gusto pulito e corpo leggero

La Disgraziata - una Pils di sentore boemo

Poltergeist - Ambrata di medio corpo e note fruttate

 Stiamo organizzando il primo evento targato Birra San Gonnario, degustazione con annessa cena e musica. A breve maggiori dettagli! Prost!

giovedì 17 gennaio 2013

Tempo di Pilsner

Carissimi, dopo qualche tempo a maturare, abbiamo dato di nuovo il via alle danze, questa volta con una Pilsner in perfetto stile boemo.
Il luppolo Saaz che abbiamo utilizzato conferisce quelle note speziate secche tipiche, per esempio, della Pilsner-Urquell.

Densità mosto di partenza: 1,046
Densità mosto dopo 4gg: 1,012

T media del mosto: 17,5 °C

Il nostro speciale lievito "Blob" non ci delude mai.

Sabato o domenica s'imbottiglia!

lunedì 24 dicembre 2012

Controllo della maturazione

Nel video il Meme che controlla il colore della prima e della seconda cotta di Lager.


La Birra Perfetta - alla scoperta di Microbirrifici, Brewpub e simili di tutta Italia. Più o meno.

Inauguriamo questa sezione per condividere con il mondo le nostre (dis)avventure nella ricerca della Birra Perfetta.

Vi sono archeologi e studiosi che dedicano l'intera vita alla ricerca di un particolare cimelio, di una città perduta, del Santo Graal, il calice che Gesù Cristo utilizzò durante l'ultima cena.
Alla fase di ricerca attiva sul campo però deve precedere un periodo di studio, di acculturamento, di lettura, passato tra biblioteche e musei.
Noi, giovani mastri birrai, ancora con la lettera minuscola, ci poniamo di raggiungere il traguardo della Birra Perfetta, il nostro Santo Graal, per questo abbiamo avviato una fase di acculturamento, con l'unica differenza rispetto ai nostri colleghi archeologi che le nostre biblioteche non contengono libri ma fusti da 25 litri e nei nostri musei non ci sono teche di vetro ma bollitori di acciaio inox.

Terminato questo prolisso, ma giusto, preambolo passo a raccontare una serata un po' particolare, che più che serata possiamo chiamare (dis)avventura.
Partiamo alle 18.00 da Siena, alla volta del Microbirrificio-Brewpub Atlantic Oil di Poppi, in provincia di Arezzo. Ci ero stato qualche estate fa a mangiare la pizza con amici e non avevo potuto fare a meno di gustare la meravigliosa birra ambrata che producono; qualche mese fa invece con gli amici abbiamo avuto modo di assaggiare le loro birre al Tuscany Beer ad Arezzo, era giunto il momento di fare la prima tappa del nostro pellegrinaggio.

Arriviamo verso le 19.45, locale vuoto..."Salve, c'è posto per tre?" "Mi dispiace è tutto pieno, forse abbiamo un posto alle 21.30". Sguardi increduli tra noi. Sulla faccia del Meme appaiono segni di sgomento. Fast mi guarda con occhi di brace..."Ma non avevi prenotato?" "Ehm, no." 
Ma il giovane mastro birraio non si spaventa davanti a nulla e, con la faccia come il fondoschiena, elemosiniamo la prima birra media da consumare al bancone.
Le gentili cameriere, di notevole spessore, ci versano un bicchiere di Resina a testa.

La Resina è una birra ambrata di 6,5° alcolici, con un bel colore, assomiglia proprio alla resina degli alberi delle foreste casentinesi, si beve molto bene, e, al momento attuale è la birra ambrata che in assoluto mi è piaciuta di più. La sua forza è il grande equilibrio : ha il sapore da birra "classica", frizzantezza e alcool giusti e niente sapori dissonanti di spezie esotiche o strane. Se dovessi scegliere tre birre da portare con me su un isola deserta, la Resina sarebbe una di quelle.

L'appetito vien bevendo, e, nell'attesa del posto a sedere degustiamo la seconda birra media, a questo giro io e Meme prendiamo una Bionda, mentre Fast opta per la Solea.

La Bionda è una classica blonde ale di 4,5° alcolici, gusto rotondo, semplicemente buona. Colore un po' torbido e schiuma molto morbida, si può apprezzare bene con una pizza o un bello stinco di maiale arrosto come quelli che (ahinoi) ci passavano sotto gli occhi.

La Solea è invece una bitter ale potente, di colore rosso rubino. 4,6° alcolici, sapore speziato e retrogusto abbastanza amaro. Molto apprezzata da chi ama le birre rosse in generale.
Dopo la dolcezza della Resina però passare alla Solea è un po' fuorviante...idem passare dalla Solea all'assaggio della leggera e delicata Bionda.

A questo punto Francesco, uno dei soci del pub ci riconosce per quello che siamo: alcolizz...ehm mastri birrai, per cui, su nostra richiesta ci illustra la loro sala cottura e l'impianto del birrificio. Una delle loro peculiarità è che le loro birre non rifermentano in bottiglia...anzi, non imbottigliano proprio...diciamo che se vuoi una loro birra da portare via te la versano in una bottiglia direttamente dalla spina. Questo consente al prezioso nettare di mantenere inalterate le sue proprietà per non più di un giorno, massimo due. Mmm...esclusiva...
Francesco ci racconta un'altro fatto che ci soprende...non fanno in tempo a far maturare un mese la birra che è già finita. Quattro fermentatori, ognuno da 250 litri. In un mese è un bel ritmo...
La birra viene poi versata in fusti e fatta arrivare alle spine per caduta dal piano superiore. Ah già, l'impianto è tutto ubicato su un soppalco, in cima a delle scalette senza nemmeno una catenina, una transenna.

La fame prende il sopravvento, nessun tavolo si libera, per cui la decisione estrema. Andiamo a mangiare un panino alla porchetta in un locale vicino...annacquato da un'orrenda ma sempre fedele Moretti da 66. Il passaggio dalla birra artigianale alla birraccia commerciale di granoturco è traumatico. Fast si lamenta e afferma che non berrà nemmeno una goccia. Mangiato l'ottimo panino taglia XL e sgonfiate le tre bottiglie ci si pone davanti l'ardua decisione. Tornare verso casa?
"Ragazzi, abbiamo fatto 118 km, torniamo all'Atlantic Oil!". Applausi e ovazioni. Torniamo al pub.

Entriamo di nuovo. Un tavolo si è liberato. Miracolo.

Ordiniamo un'altra Resina a testa e ci sediamo. Meme e Fast, ciccioni, non resistono al profumino che viene dalla cucina e prendono un piatto di polenta fritta ciascuno, rispettivamente ai funghi e al sugo.

Dalla porta di servizio entra in sala un signore, sulla 60ina, che ricordo di aver visto alla degustazione ad Arezzo.
E' il proprietario e Mastro Birraio.
"Buonasera e grazie per produrre la Resina!" Gli dico al volo mentre si avvia a passo svelto per la sala.
"Grazie a voi di berla!" la sua risposta. E' già il nostro mito.
Si ferma al nostro tavolo e ci presentiamo per gente capace, del settore, mentendo spudoratamente.
Ci racconta la storia dell'Atlantic Oil, che prende il nome dall'omonima poesia di Cesare Pavese, ma soprattutto si ferma con noi a parlare della produzione della birra artigianale, della filtrazione, dell'impianto, degli "integralisti " della birra, della legge di purezza delle birre tedesche e molto altro.

Noi contribuiamo nella nostra umiltà a fare commenti sulle nostre esperienze di homebrewing, sulla differenza tra pallet e pellet di luppolo, sulla voracità di Fast nell'assaggiare ogni scarto della produzione di birra, sull'ottima selezione delle cameriere.
Ci sbilanciamo, chiediamo la ricetta della Resina. Scappellotti del proprietario al Meme, sempre meritati, che afferma "Ahaha, nemmeno lui sa come la  fa!" 

Decidiamo di provare anche la Birra di Natale e la Gotica. Io mi fermo qui, in teoria dovrei essere il guidatore sobrio designato.

La Gotica è una stout, da 6,5° alcolici. Ottima con i dolci (vorrei provare a berla col tiramisù), bella corposa. Nera come la notte, ma non fa paura. Fast la butta giù come fosse acqua.

La Birra di Natale invece è una birra speziata, di colore rosso scuro e dal sapore bello carico, 7,5° alcolici.
Mi piace pensare che anche Babbo Natale, prima di uscire con la slitta, ne beva una pinta per scaldarsi.

La conversazione volge al termine. Due ore e mezzo di cultura. Salutiamo tutti, come se li conoscessimo da sempre e ritorniamo verso casa.

243 km, 3 mastri birrai con la lettera minuscola, 1 Mastro Birraio con la lettera maiuscola, un panino con la porchetta, 2 litri e mezzo di birra.

Che serata, la Birra Perfetta è sempre più vicina.
E quando l'avremo prodotta ve la faremo assaggiare.




P.S. Come al solito siamo veramente maleducati, dopo 2 ore di conversazione non ci siamo nemmeno presentati e non sappiamo il nome del proprietario. Beh, piacere, Winnie, Meme e Fast.











martedì 11 dicembre 2012

Resconto di lunedì e martedì

Salve a tutti,
i lieviti lavorano anche su questa seconda mandata di mosto. La fermentazione però, pur essendo attiva (considerato il deposito sul fondo del fermentatore e la densità che si abbassa), è molto meno violenta dell'altra volta, raramente vediamo le bolle impazzite su e giù dal gorgogliatore.


Lunedì
- T ambiente: 17 °C
- T mosto: 19 °C
- Densità mosto: 1,028

Martedì
- T ambiente: 17 °C
- T mosto: 19 °C
- Densità mosto: 1,017

La birra ha già un colore molto chiaro ed è sicuramente più limpida rispetto alla cotta precedente.
Al gusto la birra presenta già un corpo strutturato, aspettiamo che i nostri amici/nemici virulenti smettano di mangiare e riprodursi. Se ne avranno voglia.

domenica 9 dicembre 2012

il maledetto whirpool

La seconda cotta è in fermentazione.
Questa volta abbiamo filtrato più volte il mosto, con procedimenti leggermente diversi.
E non abbiamo fatto il maledetto Whirpool.
Inoltre abbiamo utilizzato i lieviti prodotti dalla precedente fermentazione, homemade.
Oggi il controllo ha dato risultati non esaltanti ma che ci fanno ben sperare.
Densità 1.042 kg/dm3
Temperatura mosto 20°C e spicci
Temperatura ambiente 17°C
Colore ottimo, fa già la schiuma quando si versa
Le palline del gorgogliatore sono salite.
La fermentazione sembra avviata, se tutto procede come la scorsa volta domani dovrebbe esserci il picco di produzione.
Foto del mosto nel densimetro:
Molto buono...incrociamo le dita.

N.

(nonsolobirra) How to: "usare i lieviti della vostra birra per pane e dolci"

Ieri si è celebrata la seconda "giornata della birra" del mitico birrificio san gonnario.
Abbiamo imbottigliato la prima cotta, messo in cantiere la seconda e stiamo anche preparando altre piccole sorprese.
Non è però questo l'argomento del post di oggi, ne parleranno gli altri.
Oggi parleremo di...lievito e pane!
Dalla filtrazione della precedente cotta di birra abbiamo recuperato una rilevante quantità di decantato, ovviamente ricco dei lieviti che si sono rimpinzati a sazietà.
A termine della giornata ci siamo spartiti la "sbobba" recuperata, ed io non ho resistito a fare qualche piccolo esperimento.
Appena rientrato in casa, ieri sera, ho preso la bottiglietta e ne ho versato parte del contenuto sul fondo di una tazzina da caffè.

Ho aggiunto un po' di farina "00" ed un pizzico di zucchero, per "svegliare" i nostri piccoli amici.
Stamani, di buon'ora, ho cominciato gli esperimenti.
Ho diviso il contenuto della tazzina in due parti uguali, con una ho fatto un impasto per una pagnottella di prova. L'altra è stata destinata ad un altro piccolo esperimento, di cui parlerò nella seconda parte dell'intervento.
Parliamo della pagnottella.
Ho provveduto ad impastare il lievito, il sale e la farina "00", come di consueto, preoccupandomi di aggiungere un altro pizzico di zucchero per aiutare la lievitazione.
Dopo una ventina di minuti di impastamento le ho dato la forma ed ho praticato due tagli sulla superficie superiore, per controllare che la lievitazione si avviasse correttamente.
In seguito ho avvolto la terrina in un panno e l'messa in forno.
Ho scaldato il forno fino a 30°C e l'ho spento per lasciar riposare la pagnottella: la temperatura serve a favorire l'attività dei lieviti che sarà così più fervida.
Nel volgere di un'ora e mezza ho trovato l'impasto già notevolmente ingrossato.
Ho quindi scaldato un fornetto piccolo a 190°C ed infornato la pagnottella.
Mi sono reso conto del mio primo errore: non ho cosparso di farina il fondo della terrina in cui ho fatto lievitare l'impasto.
Ciò ha comportato che,  quando ho tolto il tutto per infornare, questo si sgarrupasse un po'..vabè pace! (son pur sempre un mezzo ingegnere e non ancora un'abile casalinga!)
Dopo una mezz'oretta la pagnottella è uscita con un ottimo colore ed una fragranza niente male:
La prova dell'assaggio è risultata anch'essa più che soddisfacente. Crosta ottima, mollica morbida. Con un'oretta di lievitazione in più saremmo quasi alla perfezione.
Si ravvisa però un leggero retrogusto spurio di luppolo, che mi aspettavo, motivo che mi conduce alla seconda parte dell'intervento: la filtrazione del precipitato utilizzato per lievitare.
Dalle foto in bassa qualità non si nota, ma il precipitato utilizzato per la pagnottella, denso di lieviti, è un composto ancora piuttosto impuro.
Al suo interno sono presenti molte particelle di luppolo e di malto, residue del processo di birrificazione senza filtrazione.
Il piccolo esperimento condotto su una parte del precipitato consiste nel cercare di filtrare le impurità ed isolare la componente attiva, per ottenere un lievito dal sapore più neutro.
Per questo tentativo mi sono avvalso semplicemente di un colino da thè.
Ho diluito una piccola quantità di precipitato d'origine con acqua naturale ed ho cominciato a filtrarlo travasandolo da una tazzina all'altra.
Dopo 4-5 passaggi ho ottenuto un fluido molto liquido, ancora torbido ma privo di grandi particelle ed impurità.
Ho aggiunto zucchero e farina fino a tornare alla densità di partenza ed ho messo la tazzina a riposare assieme all'impasto nel forno a 30°C

E' stata grande la mia sorpresa quando, dopo soltanto un'ora e mezza, ho tirato fuori la tazzina trovandola colma fino al bordo!
Effettivamente l'esperimento ha funzionato. A breve farò altre prove e vedrò se anche con livelli più spinti di filtrazione è possibile innescare il processo di fermentazione.
Intanto farò una prova per vedere se questo lievito 2.0 mi può già garantire un buon risultato.
Stay tuned

N.

venerdì 7 dicembre 2012

GIORNATA DI DECISIONI

Dopo aver controllato il fermentino oggi il mastro birraio meme (me medesimo) finalmente ha intuito il perchè la birra era sempre torbida...bastava guardare il fondo del barile...ben 2 litri erano solo di lievito!!!
A quel punto abbiamo preso la saggia decisione di fare un travaso e mettere a confronto la birra presa dal rubinetto e quella presa dopo il travaso...questo è il risultato:

Potete notare la netta differenza.
A questo punto abbiamo effettuato il travaso:
e raccolto il nostro amato lievito per le prossime birrificazioni:

dopodichè abbiamo lavato una cinquantina di bottiglie e domani finalmente imbottigliamo : ) e avvieremo la nostra seconda birrificazione : )))))

Resoconto del giovedì

Tutto tace, il mosto è lì fermo pronto per essere travasato.

La densità è costante. La temperatura lievemente scesa.

- T ambiente:  17,5 °C
- T mosto: 17 °C
- Densità mosto: 1,010

Stasera preparazione bottiglie all'imbottigliamento.

mercoledì 5 dicembre 2012

Resoconto del...che giorno è oggi? Ah, mercoledì


Oggi la consueta visita di controllo ha svelato una piccola sorpresa.

I lievitini maledetti, non del tutto sopiti, continuano a lavorare, facendo gorgogliare qualche timida bollicina di CO2. Si sono solamente riposati un paio di giorni.
Lo conferma anche la densità del mosto che è ancora lievemente scesa.
Al gusto la birra appare già strutturata, anche la torbidità è scesa ed il mosto ha assunto colore giallo paglierino.

- T ambiente:  17 °C
- T mosto: 18 °C
- Densità mosto: 1,010

Riposati bambinello che sabato ti facciamo la festa.

martedì 4 dicembre 2012

Video di ieri, postato oggi, visto domani

A causa di difficoltà "tecniche" posto il video della fermentazione di ieri, con un giorno di ritardo.
Mi cospargo il capo di ceneri...ma sono contento uguale!!

N.

Resoconto del martedì

Pubblico i dati che ci inoltra il bullo Fast via teleinformatica...

- T ambiente:  n.d.
- T mosto: 17 °C
- Densità mosto: 1,012

Fermentazione praticamente terminata, il mosto riposa nell'attesa del travaso e successivo imbottigliamento.

Cheers.

lunedì 3 dicembre 2012

Resoconto del lunedì

L'intrepido winnie ed io siamo andati a controllare la fermentazione.
Tutto sembra procedere bene

- T ambiente: 17 °C
- T mosto: 19-20 °C
- Densità mosto: 1012

Secondo le formule alchimistiche del meme la nostra birra dovrebbe avere già 4,5%vol!!
E' ancora molto torbida, confidiamo che la decantazione migliori le cose.
Più tardi se riesco posto il video

N.

domenica 2 dicembre 2012

Video del bimbo

Meme (diego) è andato a fare il controllo giornaliero del pargolo.
Ci delizia di un bel video che testimonia il buon procedimento del processo


siamo tutti molto emozionati!

N.

FERMENTAZIONE PARTITA

SECONDO CONTROLLO (FERMENTAZIONE VA A GONFIE VELE):

- Densità fermentazione 1.024 (sti lieviti vanno come schegge)

- Temperatura 20°C

- Gorgogliatore impazzito :D

- Assaggio effettuato: friccicore evidente (dovuto alla fermentazione) ma gusto ammorbidito rispetto al mosto e cmq il sapore si avvicina sempre più a quello di una birra!!!

- Difetti: torbidità evidente, ma dovuta molto probabilmente alle turbolenze della fermentazione. Confido nella decantazione finale.

San Gonnario ha ascoltato le mie preghiere :D