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domenica 9 dicembre 2012

(nonsolobirra) How to: "usare i lieviti della vostra birra per pane e dolci"

Ieri si è celebrata la seconda "giornata della birra" del mitico birrificio san gonnario.
Abbiamo imbottigliato la prima cotta, messo in cantiere la seconda e stiamo anche preparando altre piccole sorprese.
Non è però questo l'argomento del post di oggi, ne parleranno gli altri.
Oggi parleremo di...lievito e pane!
Dalla filtrazione della precedente cotta di birra abbiamo recuperato una rilevante quantità di decantato, ovviamente ricco dei lieviti che si sono rimpinzati a sazietà.
A termine della giornata ci siamo spartiti la "sbobba" recuperata, ed io non ho resistito a fare qualche piccolo esperimento.
Appena rientrato in casa, ieri sera, ho preso la bottiglietta e ne ho versato parte del contenuto sul fondo di una tazzina da caffè.

Ho aggiunto un po' di farina "00" ed un pizzico di zucchero, per "svegliare" i nostri piccoli amici.
Stamani, di buon'ora, ho cominciato gli esperimenti.
Ho diviso il contenuto della tazzina in due parti uguali, con una ho fatto un impasto per una pagnottella di prova. L'altra è stata destinata ad un altro piccolo esperimento, di cui parlerò nella seconda parte dell'intervento.
Parliamo della pagnottella.
Ho provveduto ad impastare il lievito, il sale e la farina "00", come di consueto, preoccupandomi di aggiungere un altro pizzico di zucchero per aiutare la lievitazione.
Dopo una ventina di minuti di impastamento le ho dato la forma ed ho praticato due tagli sulla superficie superiore, per controllare che la lievitazione si avviasse correttamente.
In seguito ho avvolto la terrina in un panno e l'messa in forno.
Ho scaldato il forno fino a 30°C e l'ho spento per lasciar riposare la pagnottella: la temperatura serve a favorire l'attività dei lieviti che sarà così più fervida.
Nel volgere di un'ora e mezza ho trovato l'impasto già notevolmente ingrossato.
Ho quindi scaldato un fornetto piccolo a 190°C ed infornato la pagnottella.
Mi sono reso conto del mio primo errore: non ho cosparso di farina il fondo della terrina in cui ho fatto lievitare l'impasto.
Ciò ha comportato che,  quando ho tolto il tutto per infornare, questo si sgarrupasse un po'..vabè pace! (son pur sempre un mezzo ingegnere e non ancora un'abile casalinga!)
Dopo una mezz'oretta la pagnottella è uscita con un ottimo colore ed una fragranza niente male:
La prova dell'assaggio è risultata anch'essa più che soddisfacente. Crosta ottima, mollica morbida. Con un'oretta di lievitazione in più saremmo quasi alla perfezione.
Si ravvisa però un leggero retrogusto spurio di luppolo, che mi aspettavo, motivo che mi conduce alla seconda parte dell'intervento: la filtrazione del precipitato utilizzato per lievitare.
Dalle foto in bassa qualità non si nota, ma il precipitato utilizzato per la pagnottella, denso di lieviti, è un composto ancora piuttosto impuro.
Al suo interno sono presenti molte particelle di luppolo e di malto, residue del processo di birrificazione senza filtrazione.
Il piccolo esperimento condotto su una parte del precipitato consiste nel cercare di filtrare le impurità ed isolare la componente attiva, per ottenere un lievito dal sapore più neutro.
Per questo tentativo mi sono avvalso semplicemente di un colino da thè.
Ho diluito una piccola quantità di precipitato d'origine con acqua naturale ed ho cominciato a filtrarlo travasandolo da una tazzina all'altra.
Dopo 4-5 passaggi ho ottenuto un fluido molto liquido, ancora torbido ma privo di grandi particelle ed impurità.
Ho aggiunto zucchero e farina fino a tornare alla densità di partenza ed ho messo la tazzina a riposare assieme all'impasto nel forno a 30°C

E' stata grande la mia sorpresa quando, dopo soltanto un'ora e mezza, ho tirato fuori la tazzina trovandola colma fino al bordo!
Effettivamente l'esperimento ha funzionato. A breve farò altre prove e vedrò se anche con livelli più spinti di filtrazione è possibile innescare il processo di fermentazione.
Intanto farò una prova per vedere se questo lievito 2.0 mi può già garantire un buon risultato.
Stay tuned

N.

sabato 1 dicembre 2012

Pics about brewing progress


Eccoci qua, come già detto abbiamo infornato la prima cotta.
In questo post alcune cartoline della serata:

Meme felice: è il momento di aprire il malto

Prima di cominciare con le operazioni facciamo cena, ovviamente a base di birra (in attesa della nostra)

Si comincia! Pesiamo il malto

Fast controlla la temperatura dell'acqua, aspettiamo di raggiungere quella giusta per cominciare

Il mina, ancora convalescente, offre spunti per l'immagine giovane e glamour della nostra birra

Nel frattempo il malto è pronto e pesato

Finalmente buttiamo la pasta! SI COMINCIA! Siamo tutti estremamente emozionati (l'espressione del meme parla da se)

Si mescola e si controlla la temperatura, gli step sono molti e vogliamo seguirli con precisione

Il mina aiuta come può...fa il tifo..

...e legge le dispense che il buon meme, l'enologo del gruppo, ci ha preparato

Mentre birrifichiamo uno sconosciuto visitatore si avvicina alla porta: presagio di sventura o di futuro radioso?

winnie misura la temperatura basale del meme (tranquilli, non è lo stesso termometro con cui effettuiamo le misure sul mosto! ahaha)

La serpentina è pronta e collegata, ma ancora manca molto al suo momento

Terminata l'ammostatura, è il momento del filtraggio e del lavaggio delle trebbie!

quale professionalita incredibile...ognuno indossa i propri guantini!

strizziamo bene il sacco...

e poi cominciamo con il lavaggio delle trebbie!!

gli operatori però sono infastiditi da agenti esterni...

winnie sembra gradire l'opera d'arte.

il lavaggio procede.

vista dall'alto dell'operazione

terminato il lavaggio strizziamo nuovamente il sacco delle trebbie

travasiamo il lavaggio nel pentolone e cominciamo con la luppolatura..

..altre foto delle fasi successive seguiranno...

N.

venerdì 30 novembre 2012

Autocostruzione

Inauguro i miei scritti nel blog con una piccola digressione in proposito.
Per noi autocostruzione non è il mero raggiungimento di uno scopo con mezzi di recupero.
La nostra filosofia è seguire la via più originale e -possibilmente- più divertente.
Ovviamente tutti assieme.
Questo significa anche valutare bene quanto è conveniente, sia in termini di spesa che tempo perso, costruire una cosa piuttosto che comprarla.
Oggi abbiamo fabbricato la serpentina per il raffreddamento del mosto.
La fase più importante è stata il reperimento della materia prima: rame contrabbandato di prima qualità superior-extralusso
A seguito si è avviata la costruzione con l'ausilio di sofisticatissimi macchinari a controllo numerico...nel senso che i numeri è bene controllarli due volte perchè son scritti molto piccoli.
Alla fine il risultato ottenuto è stato...un troiaio! No, via, non ci lamentiamo.
Il marchingegno malefico ha superato brillantemente ogni test. Sia meccanico (caduta dallo sgabello) che di tenuta a pressione (con la gomma dell'acqua).
Stasera faremo la prima cotta con il resto delle cose che abbiamo (auto)prodotto e/o comprato. Chissà cosa succederà.....Winnie sembra fiducioso!


N.